L'intaglio del legno è antico quanto l'uomo.
Dalla sua pasta più o meno morbida i nostri progenitori hanno ottenuto per secoli, utensili, contenitori, attrezzi complessi da lavoro, piccoli oggetti, armi, copricapi, indumenti e calzature.
Tutto ciò è avvenuto in modo necessario ed incessante, fino alla seconda guerra mondiale, poi, con il trasformarsi repentino delle relazioni tra gli uomini e la natura, il legno ha perduto la sua importanza ed è "risalito in montagna", soprattutto in Europa, nell'arco alpino, laddove sacerdoti più o meno professionali ne perpetuano le liturgie,spesso ad uso e conforto dei soli turisti.
L'intaglio si può eseguire su ogni tipo di legno, è bello sperimentare le diverse elasticità, plasticità e durezze.
I legni più teneri, come il cirmolo ( pino cembro) , il tiglio e i vari legni di piante fruttifere, consentono di lavorare con velocità, quindi permettono di realizzare meglio opere di grandi dimensioni, magari con una minor accuratezza nei particolari.
I legni più duri,il noce, il palissandro, il mogano, il carpino, il faggio, il sorbo,si prestano meglio per realizzazioni che contengono molti particolari, il lavoro è più lento, ma permette una precisione molto maggiore, con il bosso, si possono creare veri e propri gioielli di dimensioni minuscole.
Mi è capitato di intagliare noccioli d'oliva e garantisco che, dopo un lavoro piuttosto duro,la soddisfazione è stata molto grande.
L' intaglio ha caratteri diversi relativamente al contesto a cui si applica, si passa da piccole decorazioni superficiali su oggetti di uso quotidiano, scatoline, posate, taglieri, appendipanni, bastoni da passeggio, realizzate con la punta del coltello, in un ambito più propriamente popolare, contadino o pastorale, a bassorilievi ed altorilievi, volute, ricci, mensole, mascheroni, tralci, pampini e foglie, statue,decorazioni geometriche e scorniciature,cornici, putti, angeli, santi e condottieri, interi o a mezzo busto, dita, braccia, mani, orecchie, nasi, gambe , piedi, occhi e qualsiasi altra cosa necessaria alle esigenze della scultura o del restauro, eseguiti con ampie dotazioni di sgorbie e scalpelli, in un ambito più classicheggiante, per arredi ricchi, di benestanti, di chiese, di palazzi delle più varie autorità.
Nella realizzazione del taglio, è importante chiedersi se si vuole ottenere una "mimesi" sostanziale relativamente al soggetto scelto, cosa che, per esempio, è pressoché obbligatoria nel restauro o nella riproduzione di mobili e oggetti d'epoca, oppure se, a partire da una traccia approssimativa, si vuole seguire le propria mano e raggiungere le soglie della propria fantasia.
Come nella scultura della pietra, l'intaglio del legno è una operazione in "levare",è necessario, cioè, togliere materiale fino a "liberare le forme dalla loro "prigione di materia".
Ma il legno vuole che si presti ascolto alle sue diverse voci, vuole che si rispettino e comunque si tengano in considerazione le forme della sua crescita, le tensioni che lo innervano, lo sostanziano e gli danno forma, anche prima ed a prescindere dalla nostra azione.
Forse è per questo che, in un mondo privo di attenzione e capacità di ascoltare, pieno solo di una frenetica vanità espressiva, gli "artisti" usano sempre meno il legno e sempre più materiali "moderni", piuttosto ottusi e silenziosi, e benché talvolta scintillanti, privi di anima, per così dire, una materia da piegare a forme e disegni, sovente algidi e incomprensibili.